467cf34826f3f1d87487294eb56f275ea40f4dcf
DOTT.SSA
ANGELICA VENANZETTI
EMAIL
TELEFONO
SOCIAL

angelicavenanzetti@gmail.com

378 41 94 092


instagram
linkedin

P.IVA 17775901006 

Ordine Psicologi del Lazio N. 30500

Sede: Via Luigino Tandura 53, 00128 Roma (zona Eur-Mostacciano)
 

 

Disattenzione, iperattività e impulsività

19-04-2026 22:13

Angelica Venanzetti

neurosviluppo, neurosviluppo, adhd, bambini,

Disattenzione, iperattività e impulsività

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è una condizione del neurosviluppo che interessa molti bambini e ragazzi in età evolutiva,

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è una condizione del neurosviluppo che interessa molti bambini e ragazzi in età evolutiva, con possibili ripercussioni sul piano scolastico, relazionale ed emotivo.

Comprendere a fondo questo disturbo è fondamentale per offrire un supporto adeguato e costruire percorsi di crescita sereni e funzionali.

 

Che cos’è il disturbo d’attenzione?

L’ADHD si manifesta principalmente attraverso tre aree:

·       Disattenzione: il bambino fatica a mantenere la concentrazione, si distrae facilmente, sembra non ascoltare e ha difficoltà a portare a termine i compiti.

  • Iperattività: si osserva un’eccessiva attività motoria, difficoltà a stare fermi e un costante bisogno di movimento.
  • Impulsività: il bambino tende ad agire senza riflettere, interrompe gli altri e fatica a rispettare turni e regole.

 

Non tutti i bambini presentano tutte le caratteristiche nella stessa misura: esistono infatti diverse presentazioni del disturbo, alcune più orientate alla disattenzione, altre all’iperattività/impulsività.

È normale che i bambini, soprattutto nei primi anni di vita, siano vivaci e facilmente distraibili. Tuttavia, quando questi comportamenti risultano:

  • persistenti nel tempo,
  • presenti in diversi contesti (scuola, casa, attività extrascolastiche),
  • tali da compromettere il funzionamento quotidiano,

può essere utile approfondire con uno specialista.

 

Le cause

L’ADHD non è causato da una cattiva educazione o da scarsa motivazione. Si tratta di un disturbo multifattoriale, in cui entrano in gioco fattori genetici, caratteristiche neurobiologiche e influenze ambientali.

È importante superare pregiudizi e sensi di colpa: comprendere l’origine del disturbo aiuta a intervenire in modo più efficace.

 

Le conseguenze sullo sviluppo

Se non riconosciuto e supportato, il disturbo d’attenzione può influire su diversi ambiti:

  • scolastico: difficoltà nell’apprendimento, calo della motivazione, insuccessi ripetuti;
  • relazionale: conflitti con coetanei e adulti, difficoltà nel rispettare regole sociali;
  • emotivo: bassa autostima, frustrazione, senso di inadeguatezza.

Per questo motivo, un intervento precoce è fondamentale.

 

Come intervenire

Il trattamento dell’ADHD è generalmente multimodale e può includere:

  • supporto psicologico al bambino, per sviluppare strategie di autoregolazione e gestione dell’attenzione;
  • parent training, per aiutare i genitori a comprendere e gestire i comportamenti del figlio;
  • interventi scolastici, con strumenti e metodologie didattiche adeguate.

Ogni percorso deve essere personalizzato, tenendo conto delle caratteristiche uniche del bambino.

 

Il ruolo della famiglia e della scuola

Famiglia e scuola rappresentano i due principali contesti di crescita del bambino. Una collaborazione efficace tra genitori, insegnanti e professionisti è essenziale per:

  • creare un ambiente prevedibile e strutturato,
  • rinforzare i comportamenti positivi,
  • sostenere il bambino nei momenti di difficoltà.

 

Uno sguardo positivo

Nonostante le difficoltà, molti bambini con ADHD possiedono risorse importanti: creatività, energia, capacità intuitive e pensiero divergente. Con il giusto supporto, queste caratteristiche possono diventare punti di forza.

Intervenire precocemente, comprendere il funzionamento del bambino e costruire una rete di sostegno sono passi fondamentali per favorire uno sviluppo equilibrato e una buona qualità della vita.

 

 

Angelica Venanzetti ©

Informativa sulla Privacy